cicca

 

Scrivo per attutire il mio odio. Capisco che sia disdicevole provarne, ma proprio non riesco a farne a meno.

Come può uno studente qualunque sopportare le angherie di certi baroni universitari che ti calpestano come una cicca di sigaretta? Che ti sfruttano come mera forza lavoro per i propri progetti milionari, ti mettono pressione per scrivere articoli accademici di cui non sanno nulla e ti fanno pure sentire in colpa, o almeno cercano di farlo? E poi, quando si tratta di ricevere aiuto per raggiungere una volta tanto i propri obiettivi, per esempio il completamento di una tesi difficile, spariscono, sono davvero molto occupati, ti rimandano a qualcun altro, ti danno consigli inutili e confusionari. E tu, che credevi fermamente nella collaborazione, ossia nell’aiutare sempre qualcuno a fare qualcosa che non ti compete, per poi ricevere in cambio una mano in seguito, ti fai delle domande. Ti chiedi: mi hanno fregato? Proprio a me? Ma no, non è possibile. Ma guarda che forse… Le cose quadrano. Sì, mi hanno proprio fregato in grande stile.

Uno se ne rende conto solo dopo.

Quando è veramente troppo tardi.

Il passo importante è proprio qui, e richiede di ritrovare le motivazioni più profonde per portare a termine il proprio percorso. Anche da soli, se necessario. Non è detto che sia scontato riuscire a rialzare la testa. L’umiliazione è un peso considerevole. Ma ci si deve rendere conto che l’umiliazione non ha ragione d’essere. Che senza ricevere delle dritte da chi di dovere, il lavoro di una tesi non può gravare esclusivamente sulle tue spalle, e che non è colpa tua, almeno non esclusivamente, se le cose non sono andate come dovevano. E’ soprattutto questione di fiuto e di fortuna il trovare un relatore che si interessi sinceramente del tuo percorso, lasciandogli spazi di libertà e autonomia, ma non certo disinteressandosi del tutto.