La vita frenetica di ogni giorno ci impedisce di osservare pienamente la realtà che ci circonda. Volevo porre l’attenzione su una fase della vita che di solito non viene considerata e forse qualcuno ignora persino l’esistenza. Sto parlando di quella fase in cui uno studente universitario prepara gli esami e decide che il modo più efficace sia quello di isolarsi dal mondo. Forse è proprio per questo che non ce ne accorgiamo e possiamo continuare la vita di tutti i giorni come se niente fosse. Pensate che ogni anno si stima che oltre 30% degli studenti universitari scompare dalla vita sociale durante la sessione di esami.
In questa fase gli studenti diventano delle nuove figure eremitiche alla ricerca della pace interiore necessaria a raggiungere uno stato di conoscenza più alto.
Chiameremo questa figura come l’eremita del nuovo millennio o meglio l’eremita 2.0

Come si riconosce un eremita 2.0 nella vita quotidiana?
Questi asceti non sono facilmente riconoscibili poiché escono raramente dal proprio eremo, solo in caso di estremo bisogno, e si confondono facilmente con la gente comune. Un occhio esperto può riconoscere un eremita dalle tipiche occhiaie e dal suo tipico senso di smarrimento che prova a girare in grandi spazi all’aria aperta.
Ma in che cosa consiste la vita eremitica 2.0?
L’eremita cerca la solitudine per la meditazione, lo studio e la contemplazione del libro senza le distrazioni del contatto con la società umana, in pura castità, o senza la necessità di mantenere gli standard socialmente accettabili di pulizia o di abbigliamento. Infatti l’asceta veste con un abito tipico: la tuta, solitamente di due taglie più grandi e dalla dubbia origine. Invece per gli eremiti più integralisti si predilige un abbigliamento più versatile utilizzato comunemente per la notte ma impropriamente usato per la quotidianità: il pigiama.

L’eremita predilige luoghi solitari, di difficile accesso con scarsissimi contatti sociali. Contrariamente a quello che si possa pensare, l’asceta non cerca rifugi in luoghi remoti e inospitali, ma esso solitamente si cela in città o in grandi metropoli. Infatti l’eremita dopo essersi stanziato in un appartamento si occupa di rendere il luogo inaccessibile e slegato dalla società. Esistono molte tecniche tramandate di generazione in generazione tra eremiti per fare ciò. La più famosa è l’accumulo di oggetti nei posti più disparati rendendo con il passare del tempo l’accesso alla magione impossibile, sempre con l’accortezza di lasciare tra gli oggetti sparpagliati dei piccoli sentieri adibiti al trasferimento dell’eremita tra le locazioni più importati dell’eremo quali il letto, la cucina e il bagno.

Durante lo studio, l’asceta contempla il libro in attesa dell’illuminazione. Questa fase ha il culmine nel raggiungimento dell’estasi, nella quale l’eremita sospende ed eleva la mente estraniandosi dal corpo. Questa fase è caratterizzata dalla cessazione di ogni attività da parte dell’emisfero cerebrale sinistro (noto anche come emisfero dominante o della “razionalità discorsiva”), consentendo così all’emisfero destro (quello recessivo o passivo, detto anche “emotivo”) di attivarsi. È uno stato di estrema concentrazione simile per certi versi all’ipnosi, la mente rimane attonita nel fissare un punto o un oggetto, dimentica di ogni altro pensiero. Generalmente produce uno stato di notevole beatitudine e benessere interiore.
Non sempre l’asceta riesce a mantenere la concentrazione necessaria per la meditazione. Per ovviare a questo problema l’eremita fa uso di una sostanza psicotropa che viene distillata da una polvere scura, simile a terra, con l’uso di un apposito oggetto chiamato moka. Il liquido ricavato aumenta le abilità mentali dell’eremita riducendo il senso di stanchezza e aumentando la sua attenzione. Il rito sacro di preparazione di questa sostanza è chiamato ”pausa caffè” e viene eseguito con perizia dall’asceta almeno una volta al giorno, questo comporta la temporanea sospensione del meditare. L’uso continuato di questa sostanza porta l’eremita a esserne dipendente tanto da aumentare il numero di pause caffè nella giornata, passando così più tempo a eseguire il rito che a continuare il proprio cammino verso la conoscenza.

Un altro argomento di estremo interesse è l’alimentazione dell’asceta.
La dieta dell’eremita del nuovo millennio non si basa su bacche e altri prodotti del sottobosco, ma bensì di sottomarche di surgelati in offerta trovati in luoghi mistici noti ai più come supermercati.
Non tutti gli eremiti riescono però a reperire tali prelibati alimenti, infatti solo alcuni di loro posseggono l’artefatto refrigerante integro e funzionante, noto per le sue abilità di conservare al meglio i pisellini surgelati. La maggior parte ha un oggetto che si finge tale! Difatti esso invece che creare il clima ideale per i pisellini surgelati, compie miracoli quali tramutare dal nulla l’acqua, e fiero dei suoi enormi poteri incarica un pisellino scongelato di costruire un’arca e imbarcare coppie di suoi simili per preservare la specie dal diluvio universale da lui creato.
Questi sfortunati eremiti, quasi la totalità, decidono dunque di trovare sicurezza nell’unico cibo con scadenza prolungata, di poco prezzo e disponibile in grandi quantità. Il tonno in scatola.
Il tonno in scatola è alimento principale della dieta dell’eremita! Esso fa parte di tutte le ricette dell’eremita tra cui: tonno e patate, panino al tonno, pisellini annacquati con il tonno, pizza con il tonno, tonno con il contorno di tonno… e non dimentichiamo tutte le variazioni con la pasta: pasta con il tonno, pasta con il tonno e il pomodoro, pasta tonno capperi olive, pasta tonno pomodoro olive senza pomodoro e olive ect..
Per concludere gli eremiti 2.0 esistono e non bisogna averne paura. Infatti se vi riconoscete in queste righe siete anche voi eremiti. Non preoccupatevi, terminerete il cammino dopo aver superato la sessione di esami. Nell’attesa di questo continuate la vostra meditazione ma ricordandovi di svuotare periodicamente la vaschetta del freezer.