Copertina del primo albo della ristampa di XIII da parte dell’Editoriale Aurea

Copertina del primo albo della ristampa di XIII da parte dell’Editoriale Aurea

Capita a volte di immergersi nella lettura febbrile di un testo e subire un forte senso di straniamento quando si ritorna in superficie, cioè una volta giunti inconsapevolmente alla fine dell’ultima riga. Nel caso dei fumetti questa sensazione è enfatizzata dalla presenza dei disegni, i quali, tavola dopo tavola,  codificano nella nostra mente un nuovo mondo, le cui uniche leggi si fondano sui tratti di matita e china.

Ho sperimentato la situazione appena descritta pochi istanti fa e ” galeotto ” è stato il secondo albo del fumetto XIII ( ripubblicato recentemente dall’Editoriale Aurea ): sono caduto come in uno stato di ipnosi o dormiveglia e mi sono passate di fronte agli occhi tutte le vicende dello sfortunato e misterioso protagonista. Inutile sarebbe descrivere  il livello di soddisfazione e di adrenalina lasciatemi addosso da questa roccambolesca immersione.

Per chi non lo conoscesse, XIII è un fumetto belga scritto e disegnato da Jean Van Hamme e William Vance a partire dal 1984. La trama miscela sapientemente elementi di spy story, thriller e noir e s’ispira al libro di  Robert Ludlum ” The Bourne Identity “. Difficilmente non ci si riesce ad affezionare al protagonista: un misterioso individuo ripescato in fin di vita sugli scogli della Peacock Bay – costa est degli Stati Uniti – e privo di qualsiasi ricordo inerente alla sua identità. Gli unici indizi che possiede per recuperare il proprio passato? Il numero XIII scritto in caretteri romani sulla sua clavicola sinistra e una chiave nel colletto della camicia. Come c’è da aspettarsi, il nostro eroe dovrà fare ben di più che cercare fra le persone scomparse e recarsi all’anagrafe per scoprire il proprio nome e cognome: lo inseguiranno per braccarlo infatti sia i servizi segreti, sia gli spietati assassini mandati dal killer Mangusta. In queste movimentate vicende XIII scoprirà subito di riuscire a battersi come una spia professionsionista. Chi è quindi in realtà? Perchè tutti sembrano volerlo uccidere? Misteri che durante la lettura si infittiscono.

Per quale motivo vi consiglio di leggere questo fumetto?

Le ragioni sono semplici: la sua trama mai banale rappresenta un trionfo di colpi di scena, che s’inseriscono perfettamente nel dinamismo delle tavole e vi catturano azione dopo azione; ma non dobbiamo dimenticare il personaggio stesso di XIII, con il quale è naturale simpatizzare vista la grande umanità e non celata fragilità. Può accadere infatti anche a noi di sentirci pedine di un destino ignoto e di nuotare controcorrente alla ricerca della nostra vera identità in un mondo ostile e selvaggio.